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February 08
DEFTONES-MY OWN SUMMER. . .
ARTIC MONKEYS-FAKE TALES OF SAN FRANCISCO. . .
VERDENA-L'INFINITA GIOIA DI HENRY BAHUS . . .
SOHODOLLS-TRASH THE RENTAL...
Oggi mi sento davvero cosi'...
February 07
Il derby siciliano finisce in tragedia: muore un poliziotto
di Redazione GoalCity
La gara tra Catania e Palermo sconvolta dagli incidenti: 100 feriti. Il commissario Figc Pancalli decide: "Stop ai campionati".
E' iniziato male ed è finito in tragedia il derby siciliano tra Catania e Palermo. Un poliziotto è morto nei lunghi scontri accaduti prima, durante e dopo la partita. L'ispettore capo Filippo Raciti è stato colpito al viso da una bomba carta ed è deceduto poco dopo all'ospedale. Il derby siciliano, anticipato per la coincidenza con la festa di Sant'Agata, è durato più di due ore e venti, con una sospensione di oltre mezz'ora per via dei lacrimogeni in campo a seguito degli incidenti fra polizia e tifosi del Palermo fuori e dentro lo stadio. Oltre 100 i feriti di cui una cinquantina subito dimessi dagli ospedali.
A questo punto non conta nulla il risultato della gara, che ha visto il Palermo vincere 2-1 con le reti di Caracciolo (Palermo), Caserta (Catania) e Di Michele (Palermo). A scatenare l'ira dei tifosi ospiti è probabile che sia stato anche il ritardo di quasi un'ora con cui i pullman hanno portato i sostenitori all'interno dello stadio etneo, a ripresa in corso.
L'atmosfera, durante e dopo la partita, è sembrata subito tesa, ma nulla faceva pensare a un tragedia del genere. La notizia della morte dell'ispettore Raciti è arrivata dapprima come indiscrezione, poi è stata confermata dalle stesse forze dell'ordine. Raciti aveva 38 anni ed è deceduto 45 minuti dopo il ricovero d'urgenza nell'ospedale Garibaldi. Sembra che la bomba carta l'abbia colpito all'interno della sua autovettura di servizio.
PANCALLI DECISO: "FERMIAMO IL CALCIO"
Intorno alle 22 il commissario della Federcalcio Luca Pancalli ha deciso di sospendere i campionati di calcio per questo weekend in attesa di ulteriori provvedimenti. "Il calcio in Italia si ferma, ora basta, veramente basta - ha detto Pancalli - è una situazione che non riesco a commentare: perdere la vita a 38 anni in questo modo non è sport, tutte le componenti del calcio si sono trovare immediatamente d'accordo, abbiamo bloccato tutto".
Copyright SPORTNEWS.it (a joint venture NEXTA Media - Goallars BV)02/02/2007
07/02/2007
E' ORA DI DIRE BASTA ALLA VIOLENZA!!!!!!!!!!!!...BASTA!!!!!!!..NN SE NE PUO' DAVVERO PIU' DI TUTTE QUESTE NOTIZIE!!!..MA IN KE KAZZO DI MONDO VIVIAMO???!!!..IO MI VERGOGNO CON TUTTO ME STESSO DI VIVERE IN UN PAESE DEL GENERE!!!..VERGOGNAMOCI TUTTI!!!!...NON CI SONO ALTRE PAROLE PER DESCRIVERE LO SCEMPIO DELL'UMANITA'!!!!
FUCK!!!!...KARLO January 26
Vibo Valentia/ Morta la ragazza in coma dopo il black out
Venerdí 26.01.2007 10:35
Federica Monteleone, la ragazza di 16 anni di Vibo Marina, finita in coma dopo un intervento chirurgico è morta questa mattina.
La ragazza era stata ricoverata all'ospedale di Vibo per essere sottoposta ad un intervento di appendicectomia. Durante l'operazione si era verificata un'interruzione della corrente elettrica in seguito al quale non era entrato in funzione il gruppo di continuità della sala operatoria, forse perchè non collegato alla presa. Per una decina di minuti, dunque, la ragazza non era stata assistita dal respiratore artificiale, riportando gravi lesioni cerebrali. Sulla vicenda indaga la Procura della Repubblica del Tribunale di Vibo Valentia che ha già emesso due avvisi di garanzia a carico dell'anestesista in servizio durante l'intervento e di un tecnico di sala operatoria. Stamattina i suoi compagni di classe, secondo liceo scientifico, si stavano recando al suo capezzale, mentre i cittadini di Bivona e Marina per domani avevano organizzato una fiaccolata. Il decesso di Federica, a quanto si apprende, è avvenuto in seguito a complicazioni della situazione clinica. La sedicenne si trovava a Cosenza da venerdì scorso.
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VENDETTA - PERDONO - GIUSTIZIA
Ormai ad Erba tutti sanno bene com'è andata. Un'inconvivenza condominiale causa una strage. Dissapori, incomprensioni, probabilmente scarso senso civico che, male amministrati, producono morti, lacrime, omicidio, imputati, scalpore, sdegno.
"All'inizio sarà dura, ma poi tutto passerà e potremo vivere di nuovo in pace"...... pare che questo sia stato il pensiero dei coniugi assassini. Qualche rumore di troppo, da forse troppo tempo e "non essendoci altro rimedio" si è passati alla eliminazione drastica della casua del problema.
Hanno studiato e ristudiato le mosse, calcolato i tempi, individuato il cassonetto nel quale buttare via gli abiti usati durante l'operazione, selezionato gli strumenti con i quali compiere l'atto, pensato a come costruirsi un'alibi, scelto da che parte arrivare con l'auto, dove parcheggiarla, da che parte entrare in casa ed a che ora. Tutto è filato liscio come l'olio. Al piccolo intoppo dei vicini di casa, usciti sul pianerottolo perchè insospettiti da qualche strano rumore, è stato immediatamente posto rimedio. Senza alcuna indecisione, con freddezza e rapidità da Teste di cuoio. *Era rimasto poi il piccolo Youssef, in preda al panico, alla paura, che piangeva, gridava. Davanti ai suoi occhi corpi senza vita ed un mare di sangue. E lui piangeva, piangeva per questo.
" ....poteva attirare l'attenzione di qualcuno e rovinare tutto. L'ha sollevato per i capelli e con un colpo netto gli ha tagliato la gola, mentre il sangue era ormai ovunque "
Stop. Fermo immagine. Fermate tutto.......Non andate oltre. Non pensate a quanto hanno fatto poi per appiccare il fuoco e/o per disfarsi degli abiti, per crearsi l'alibi.
Fermiamoci su questa immagine. Ci sono già tre corpi a terra. Ma una donna, una donna ha ancora la lucidità, freddezza, di colpire mortalmente un bambino. UN BAMBINO ! Un piccoletto che non poteva difendersi, che non rappresentava un immediato pericolo per loro. Non avevano nulla da temere da lui. Invece la mano di una donna tiene stretto il coltello, l'altra le solleva la testa e giù il corpo mortale......come si sgozzano gli animali..... sui giornali, ai tg, alla radio sono tre le parole che si ripetono:
VENDETTA : quella di un padre che ha visto sua moglie e suo figlio ridotti come carne da macello. Quella di un uomo che è stato preso immediatamente di mira dalla giustizia e dai media. Uno che ha sbagliato e si porterà sempre con se l'indelebile marchio di chi sbaglia. VENDETTA ...... ci stà, non me la sento di condannarlo. Se dovesse succedere, leggerei dal giornale i fatti, la metodologia, ma passerei senza batter ciglio alla pagina sportiva.
PERDONO : quella del padre di Raffaella ... un uomo santo, buono che trova dentro di sè la forza di perdonare. "Quella sera, dopo lo strage, Olindo mi guardò con molta pietà, la stessa che provo adesso per loro. Se dovessi scegliere, preferirei essere tra le vittime di questa storia piuttosto che al posto dei coniugi Romano". Un uomo che, probabilmente, dell'amore verso il prossimo ha fatto la sua ragione di vita. Un uomo al quale, forse, il saper perdonare allevia il dolore che ha dentro. PERDONO.....ci stà. E' possibile se esiste santità in un uomo. Non avrei la stessa forza, ma ci sta.
GIUSTIZIA : cos'è oggi questo termine. I due verranno processati. Un buon avvocato sicuramente troverà qualche cavillo legale, magari un pochettino di "seminfermità mentale", e saranno condannati a trascorrere il resto della loro vita separati, separati da due celle di due carceri diversi. Lì trascorreranno il resto della loro vita, pranzeranno, ceneranno, passegeranno nel cortile, guarderanno la tv, leggeranno qualche libro, verranno intervistati da qualche media, potranno pensare e ripensare a quanto hanno fatto. Tra qualche anno qualcuno li ricorderà ancora come "bestie feroci", qualcun'altro ne avrà sbiadito il ricordo.....qualcuno gli creerà qualche lieve giustificazione. Non escludiamo la possibilità di riduzioni di pena per "buona condotta" o per effetto di indultini prossimi venturi. Intanto Raffaella, Paola e Youssef, non ci sono più. Loro non potranno più gioire, correre, passeggiare, andare in vacanza, soffrire, allietare con la loro vita quella delle loro persone care. I bambini non avranno un compagno di classe, Youssef non avrà compagni di classe. Non avrà una bici sulla quale pedalare....non avrà...non avranno..... GIUSTIZIA ? No, questa è l'unica a non esserci .....almeno non per ora e non qui.
Si rimbocchi le maniche questa giustizia e non consenta più di dover ricorrere a gesti scellerati ed inconsulti per rimuovere problematiche oggettive e reali. Non faccia dormire per anni, nelle aule di preture e tribunali denunce, non consenta più leggi che mettono in libertà chi ha violato, calpestato, umiliato, ucciso la libertà altrui. Si dia da fare questa "legalità" e verifichi se è ancora il caso, nella realtà di oggi, tramettere in tv, programmi che esaltano la professionalità e la bravura di camorristi, gangstar, mafiosi, killer, assassini .....perchè diversamente da li ho l'impressione che nella vita vera sia sempre il BUONO a PERDERE.
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January 10
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Gli inizi |
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Il quattro dicembre 1994 Jón Þór Birgisson, Ágúst Ævar Gunnarsson e Georg Hólm danno vita ai Sigur Rós. Il nome lo prendono in prestito dalla sorellina appena nata di Jónsi, Sigurrós (Rosa della Vittoria) e subito iniziano a lavorare al primo album. Ci vogliono appena sei ore per registrare il primo singolo, Fljúgðu, che viene pubblicato in ocasione del cinquantesimo anniversario dell'indipendenza islandese. Ciononostante i problemi non mancano: innanzitutto il budget del gruppo (lo studio viene pagato riverniciando le pareti), gli studi di Georg in Inghilterra, gli impegni di Jónsi con un altro gruppo, i Bee Spiders.
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Il primo album |
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Ci vorranno almeno tre anni per la pubblicazione del primo album, ma nel frattempo il risultato é completamente diverso dalle prime registrazioni.Von (speranza) esce nel settembre 1997 grazie all'accordo con l'etichetta Smekkleysa (Bad Taste). E' subito un successo per la critica, ma le vendite non decollano. Poco dopo l'uscita di Von si unisce al gruppo il tastierista Kjartan Sveinsson e cominciano i lavori per il secondo album. I primi risultati vengono subito commentati come "un buon inizio", ed é così che si chiamerà il disco: Ágætis Byrjun. I lavori però procedono con inevitabile lentezza e a complicare le cose ci pensa Ágúst che lascia il gruppo per intraprendere la carriera di grafico. Con il nuovo batterista Orri Páll Dýrason si configura la formazione attuale dei Sigur Rós. Nel frattempo esce in Islanda una raccolta di remix delle canzoni di Von che attira molte attenzioni e diventa molto popolare.
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Ágætis Byrjun |
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Dopo una grande attesa esce nel giugno 1999 Ágætis Byrjun, il capolavoro che ha portato al successo i Sigur Rós. L'acclamazione della critica e del pubblico é unanime ed al grande successo in patria segue quello internazionale. I premi come miglior Album e miglior Gruppo dell'anno in Islanda sono i primi di una lunga serie. Nel regno unito vengono pubblicati due singoli: Svefn-g-englar (sonnambuli, ma englar significa angeli) e Ny Batterí (nuove batterie). Al grande interesse per questi singoli esce l'album nel 2000. Le major statunitensi fanno a gara per accaparrarsi i diritti, ma la band preferisce la libertà al tornaconto economico e firma un contratto con Pias Recordings. Il successo di Ágætis Byrjun apre le porte ai Sigur Rós della grande scena musicale: fanno da spalla a Godspeed You Black Emperor! e Radiohead, festival e concerti in tutto il mondo si susseguono dal gennaio 2000 all'ottobre 2001. Con i primi soldi guadagnati costruiscono uno studio di registrazione a Mosfellsbær, nei dintorni di Reykjavík: un'ambiente tranquillo dove poter lavorare serenamente alla prossima opera.
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COMPONENTI: |
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Jón þor (Jónsi) Birgisson (voce e chitarra) |
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Sicuramente la voce dei Sigur Rós ha un modo particolare di guardare il mondo, non solo per il fatto che non può vedere da un occhio, ma perchè si tratta di una persona molto sensibile ed introversa. La sua adolescenza solitaria, l'essere gay, l'improvvisa morte di suo padre, tutto ciò che ha vissuto influenza la musica dei Sigur Rós con una grande carica emotiva. Una curiosità: durante i concerti Jónsi usa sempre un archetto di violino con cui souna la chitarra.
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Georg (Goggi) Holm (basso) |
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Georg è il membro più comunicativo del gruppo: non é il portavoce per le interviste ed é lui che scrive il diario del tour. Dopo la nascita di sua figlia si é trasferito in Inghilterra, dove tra le altre cose, ha studiato cinematografia. Per la cronaca: il suo film preferito é Eraserhead, di David Lynch. Gli amici lo hanno soprannominato Zanna Bianca per la sua abilità a cacciare pesci con i denti.
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Kjartan (Kjarri) Sveinsson (tastiere) |
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All'età di quattordici anni Kjartan beveva moltissimo (cosa frequente per molti giovani islandesi), poi per quattro anni si é avvicinato molto alla religione e solo più tardi si é dedicato alla musica. E' l'unico membro del gruppo ad aver studiato musica ed è lui che si occupa degli arrangiamenti. Un'altra sua abilità é quella di saper costruire violini.
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Orri Páll Dýrason (batteria) |
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Orri é stato l'ultimo ad aggrregarsi al gruppo, dopo che Ágúst, il primo batterista, lasciò i Sigur Rós. Come ricorda Georg il distacco fù un duro colpo per tutti, ma con Orri, eccezionale batterista, il vuoto é stato ampiamente colmato. Detto anche l'animale, perché il nome di suo padre Dýri significa, appunto, animale.
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GLI ALBUM:
von
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Album di debutto dei Sigur Rós uscito in Islanda nel 1997. Per ora non è prevista la pubblicazione in altri paesi, ma il CD è comunque disponibile attraverso Smekkleysa Records.
Tracklist: 1. sigur rós [9:46] 2. dögun [5:50] 3. hún jörð [7:17] 4. leit að lífi [2:33] 5. myrkur [6:14] 6. 18 sekúndur fyrir sólarupprás [0:18] 7. hafssól [12:24] 8. veröld ný óg óð [3:29] 9. von [5:12] 10. mistur [2:16] 11. syndir guðs (opinberun frelsarans) [7:40] 12. rukrym [8:59] |
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von brigði |
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Von brigði è un album pubblicato in Islanda nel 1998 contenente remix di vari artisti e degli stessi Sigur Rós dei brani di 'von'. Disponibile su etichetta Smekkleysa Records.
Tracklist: 1. syndir guðs (recycled by biogen) [6:55] 2. syndir guðs (recycled by múm) [4:52] 3. leit af lífi (recycled by plasmic) [5:26] 4. myrkur (recycled by ilo) [5:29] 5. myrkur (recycled by dirty-bix) [5:01] 6. 180 sekúndur fyrir sólarupprás (recycled by curver) [3:00] 7. hún jörð (recycled by hassbræður) [5:19] 8. leit af lífi (recycled by thor) [5:32] 9. von (recycled by gusgus) [7:24] 10. leit af lífi (recycled by sigur rós) [5:02] |
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ágætis byrjun |
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L'album che ha portato i Sigur Rós al successo: uscito in Islanda nel giugno 1999 e in europa nell'agosto 2000. Disponibile in CD e 12" Fatcat Records. In nord america è stato pubblicato nel 2001 da Pias Recordings.
Tracklist: 1. intro [1:36] 2. svefn-g-englar [10:04] 3. starálfur [6:47] 4. flugufrelsarinn [7:47] 5. ný batterí [8:11] 6. hjartað hamast (bamm bamm bamm) [7:11] 7. viðrar vel til loftárása [10:18] 8. olsen olsen [8:03] 9. ágætis byrjun [7:56] 10. avalon [4:00] |
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( ) |
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Opera ultima della band islandese, per molti il loro capolavoro. Uscito nell'Ottobre 2002 in tutto il mondo. In ogni continente la copertina ha un disegno diverso. Disponibile su etichette Fatcat Records.
Tracklist: 1. Untitled #1 [6.38] 2. Untitled #2 [7.33] 3. Untitled #3 [6.33] 4. Untitled #4 [7.32] 5. Untitled #5 [9.57] 6. Untitled #6 [8.48] 7. Untitled #7 [12.59] 8. Untitled #8 [11.45] |
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...ECCO A VOI I SIGUR ròs... January 04
IL RE DEL FOTTUTUSSIMO ROCK'N ROLL!!!...(-DA SPRUZZO!!-) 
Solomon Burke,
non è che dobbiate per forza sapere chi sia. Magari sapete chi è Tom Waits, o Elvis Costello. Ecco, lui invece non sapeva chi fossero, né l'uno, né l'altro. "Bob Dylan, sì sapevo di lui, e mi ricordavo anche di Brian Wilson dei Beach Boys, ma alcuni degli altri non sapevo neanche che esistessero". Gli "altri" sono la decina di leggende viventi del rock che hanno scritto le canzoni del suo nuovo disco, del disco di Solomon Burke. Che, non dovete per forza saperlo, ha 62 anni ed è noto come "The King of Rock'n'Soul". Lui pure è una leggenda, per chi conosce il soul e il blues, e per chi ha frequentato il Porretta Soul Festival gli anni passati. Una delle voci più ammirate e rispettate della storia della musica nera, una carriera che lo ha portato a grandi popolarità e dischi vendutissimi negli anni Sessanta, quando Burke disegnava l'immagine della Atlantic Records, etichetta di culto per il periodo d'oro del soul. Poi vennero Otis Redding, Wilson Pickett e Sam and Dave, e il reverendo Burke si fece da parte alternando nuovi apprezzati dischi all'attività religiosa nella chiesa battista fondata da sua nonna, la House of God for All People. Erano diversi anni che non incideva un disco, e alla piccola etichetta Fat Possum hanno avuto questa idea: di chiedere in giro ai grandi songwriter internazionali delle canzoni per lui, scritte apposta per la sua sensazionale voce nera. Certo, penserete voi: è la solita operazione trita e ritrita per rilanciare un dinosauro del rock sul viale del tramonto e sconosciuto al pubblico contemporaneo. Facciamolo suonare con qualcuno di famoso, una canzonetta di questo, un coretto di quello, che i giornali ci possano fare un titolo: e il risultato è quasi sempre mediocre per tutti. Quasi sempre. Con il re Solomon Burke, l'idea ha funzionato: e nessuno può accusare chi l'ha avuta di ammiccare al pubblico giovane. Tra i molti che hanno aderito all'invito, i prescelti sono stati infatti Dylan, Van Morrison, Tom Waits, Costello, Carole King, Nick Lowe, Brian Wilson. Tutta roba da vecchi intenditori, con l'aggiunta di Joe Henry, uno dei migliori autori degli ultimi anni (ahilui più noto per essere il cognato di Madonna, ma non vi lasciate ingannare), che ha anche prodotto il disco. "Lavorare con lui è stato fantastico, i miei figli (alcuni di loro, n.d.r., visto che ne ha 21) erano entusiasti". Burke è emozionatissimo del "grandissimo onore" che ha ricevuto: "questo Costello è venuto dall'Inghilterra apposta per me. Ho pensato di chiedergli un autografo". E con la sua voce da cinema scherza: "loro sono delle vere rockstar, mica come me: ma spero ancora di diventarlo, magari uno di questi giorni". La canzone che dà il titolo al disco è stata scritta da Dan Penn, autore di molti grandi classici del soul: "appena l'ho saputo, ho detto 'c'è davvero una canzone di Dan Penn? E che aspettate a farmela sentire?'". E sembra scritta per lui, soprattutto dove dice "Per favore non mi abbandonate, lo so che è tardi". In altre canzoni Burke decide di ringraziare a suo modo tirando in ballo gli autori stessi, e inserisce i nomi di Bob Dylan e Joe Henry tra un verso e l'altro. "È meraviglioso pensare di poter fare sentire la mia musica a persone nuove, è una cosa straordinaria", dice esibendo un'umiltà gigiona e ammaliante. "La mia carriera? La mia carriera è nata il giorno in cui sono nato": a sette anni cantava in chiesa in Pennsylvania, Burke, e adesso parla un sacco di Dio e di quel che Lui e la musica possono dare alle persone: quest'inverno pubblicherà un disco natalizio di gospel, che potrebbe essere una vera chicca o l'ennesimo disco natalizio. Ma è più facile la prima. Nel soul, se non finisci a cantare la canzone di Rocky, puoi invecchiare bene. Solomon Burke, non è che dobbiate per forza sapere chi sia: ma lui è onorato di avere cantato per voi.
ROCK' N ROLL FRATELLO NERO..YEAH!!!
December 30
The Sohodolls provengono da Londra tornata, dopo un periodo di infausto oscuramento artistico, la Capitale Musicale di tante nuove ed interessanti tendenze. Stripper è stato dato alle stampe il 4 Luglio del 2005 da parte di quattro ragazzi: due femmine e due ometti, la cui peculiarità sonora è molto ben delineata. Il suono dei Sohodolls ammicca molto ai tanto denigrati anni Ottanta. Ma non disdegna altresì di celebrare il defunto fenomeno Brit Pop con citazioni che ricordano tanto i compianti Elastica. Altrettanto interessante risulta essere il Video annesso al Singolo. Lo Stripper Clip ha una Location molto “alla Twin Peaks” con drappi rossi alle pareti. La voce femminile, particolarmente attraente, è “abbigliata” da “battaglia” con calze nere e tacchi a spillo; i maschietti invece sono adeguatamente truccati con del mascara che fà “molto Duran-Duran-mania”. Sul finire del brano la nostra Maya – se le note della multicolore cartella stampa non m’ingannano- tenta uno Strip subito abortito per paura del taglio censoreo delle varie Emittenti Musicali.
December 29 E' il novembre del 1976 quando i Sex Pistols, pubblicando il loro singolo d'esordio "Anarchy in the U.K.", coniugano di fronte al mondo il nuovo verbo del punk. E' il gennaio 1978 quando, dopo soli 14 mesi di vorticosa attività, i Sex Pistols si sciolgono, lasciando il campo alla breve meteora di Sid Vicious (morirà di lì a poco) e a quella assai più duratura di Johnny Rotten. Ma, ciò che più conta, la fulminea carriera del gruppo inglese finirà per incarnare ed essere identificata con l'intera storia del punk, di ciò che era nato per distruggere e seppellire tutto il resto, di ciò che predicava il "no future" e "no rules" come suo unico verbo. Il punk cessò di essere un "genere", un "movimento" un attimo prima di diventare istituzionale, di essere digerito e assorbito dal sistema. Il suo sanguinoso suicidio pubblico finirà per farlo sentire per sempre indigesto, incompreso, incompleto e quindi perfetto, dalla società che lo aveva partorito.  E questo renderà inutile ogni tentativo fatto a posteriori, da parte di altre band pop-rock, del loro pubblico, o anche di più o meno accomodanti addetti ai lavori, di accreditarsi come prosecutori e nuovi alfieri di quel genere. Il punk nel suo senso originale, nel suo significato, fu una piroetta pura e disperata di fronte allo show-biz, che provocò morti e feriti (veri), soprattutto perché inattesa e imponderabile, e che implose in se stessa perché non proponeva alcun tipo di valore antagonista a quelli che era nata per distruggere e sbeffeggiare: niente di quanto è successo dopo, dai primi anni '80 all'arrivo di band come i Green Day, ha nemmeno lontanamente a che fare con quel mondo. Tutto è programmato, tutto è anzi fortissimamente voluto proprio da quel music business, da quel sistema, che il punk aveva contribuito a rivoluzionare per una breve stagione. Il "no future" dei punk oggi è accantonato in soffitta, insieme ad ogni tipo di comportamento politicamente scorretto: il punk è solo un simulacro, come evocare il fuoco e la fiamma di qualcosa che non c'è più per crearsi una discendenza in qualche modo nobile con quanto - sotto la supervisione del proprio commercialista - si può fare adesso. I tempi sono cambiati, del resto. E quella purezza, seppure non priva delle sue zone d'ombra, rimane una sorta di isola (in)felice lontana anni luce dalla MTV generation.
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Uno dei tanti sottogeneri del rock, basato su un approccio violento, ruvido e diretto. Un fenomeno di costume che ha segnato nel profondo svariate forme di espressione artistica della nostra epoca. Un veicolo di promozione per istanze sociali e politiche, non importa se (o quanto estremiste e/o utopistiche. Una forma di ribellione, individuale e/o collettiva, attraverso la quale esorcizzare le proprie frustrazioni; nonché, a seconda dei casi, un rigoroso stile di vita, un modo per divertirsi e diventare qualcuno, una vacca da mungere per ricavarne la maggior quantità possibile di latte". Così il critico Federico Guglielmi, nel suo volume "Punk e Hardcore" (Atlanti Universali Giunti), scorre le varie definizioni tipo che hanno contribuito a fare del punk una parola unica, dall'inesprimibile significato univoco. Punk significa infatti tutto questo, ma anche molto di più. E' una di quelle parole che indicano al tempo stesso contesto storico, estetica, ideologia e soprattutto, anche se in maniera apparentemente meno roboante, un'attitudine personale.
Nonostante siano in molti a giurare di averlo visto debuttare a metà degli anni '60, sul retro di una compilation dedicata a una serie di garage band americane di quel periodo, il termine punk, in realtà, non è nuovo. Era già stato usato nel XV secolo per definire le prostitute, e successivamente, all'epoca del proibizionismo, per indicare un gangster di scarso valore. Il movimento punk americano e inglese si riempie delle anime più diverse, che vanno dagli ex-fricchettoni ai mod più irriducibili, dai comunisti ai fascisti, dagli amanti della cultura on the road ai modaioli più incalliti. Molti di loro comunicano attraverso fogli ciclostilati, le fanzine o punkzine, al grido di "no future", lo slogan che fa a pezzi il vecchio utopismo degli anni '60. Musicalmente si prendono idee dal pub rock, dal beat duro e dalle garage band degli anni sessanta per confezionare una musica che è tutta attitudine, senza dare alcuna importanza al fatto di sapere suonare o meno. Lo slogan è "Tutti possono farlo": un approccio assolutamente rivoluzionario nei confronti della materia.
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I Sex Pistols debuttano su un palco il 6 novembre del 1975, e da subito, anche grazie alle sapienti doti manageriali di McLaren, convogliano su di sé l'attenzione dei media, in primis quella della stampa. Nella Gran Bretagna della metà degli anni '70, depressa sul piano sociale e affamata di novità, le provocazioni concettuali, estetiche e sonore, lanciate dalle "pistole del sesso" e dai loro sempre più numerosi discepoli non passarono davvero sotto silenzio. Gonfiate dai mass-media, ottengono il duplice effetto di turbare il pubblico cosiddetto benpensante e coinvolgere una vasta audience giovanile, che nel "movimento" punk ritrovava le grandi e piccole soddisfazioni quotidiane, la paura del domani (esorcizzata, si fa per dire, nella filosofia nichilista del "no-future","nessun futuro"), il proprio impeto iconoclasta e nel contempo il bisogno di nuovi eroi che non si ponessero su un piedistallo, il legittimo desiderio di riti liberatori e divertimenti quanto più possibile sfrenati. Non è un caso che i primi fans dei Pistols divennero a loro volta musicisti e fondarono gruppi molto importanti della scena punk inglese, come nel caso dei Damned, dei Clash e dei Buzzcocks (tanto i Damned che i Clash ebbero per manager degli ex collaboratori di McLaren, Andy Czezowski e Bernie Rhodes).
I concerti dei Ramones e quelli di Patti Smith, entrambi in quel momento nella fase più punk della propria parabola artistica, fanno il resto, e a partire dall'estate del 1976 il ciclone del punk si abbatte sull'Inghilterra e costringe band e locali a farci i conti. Contagia musicisti di estrazione assai diversa, dai Vibrators agli Ultravox fino agli Stranglers e si propone finalmente come the next big thing del panorama musicale inglese, pronta ad esplodere.
Il 20 e il 21 settembre del 1976 al 100 Club di Oxford Street si tiene il "Punk Rock Festival". Sul palco sfilano i Sex Pistols, i Clash, i Damned, i Buzzcocks e una fan dei Sex Pistols chiamata Susan Dalion. Si presenta come Siouxsie ed è accompagnata da un gruppo denominato Banshees. Alla batteria c'è un certo Sidney Beverley, meglio noto come Sid Vicious. E' la conferma che il punk è qualcosa di più di un semplice passaparola. Il primo singolo del nuovo corso esce poche settimane dopo, nell'ottobre del 1976, ad opera dei Damned, che incidono "New rose" per la Stiff Records. Ancora meglio va ai Sex Pistols, che grazie alla spregiudicatezza di McLaren ottengono 40mila sterline dalla EMI al loro esordio discografico: un mese dopo esce "Anarchy in the U.K.", il loro primo singolo, e forse, potremmo dire oggi, anche il loro canto del cigno.
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Adverts - CROSSING THE RED SEA WITH THE ADVERTS (Anchor, 1978) Bad Brains - ROCK FOR LIGHT (PVC, 1983) Bad Religion - HOW COULD HELL BE ANY WORSE? - (Epitaph, 1981) Black Flag - DAMAGE - (SST/Unicorn, 1981) Buzzcocks - SINGLES GOING STEADY - (United Artists, 1979) Clash - THE CLASH - (CBS, 1977) Clash - LONDON CALLING - (CBS, 1979) Damned - DAMNED DAMNED DAMNED - (Stiff, 1977) Dead Boys - YOUNG, LOUD AND SNOTTY - (Sire, 1977) Dead Kennedys - FRESH FRUIT FOR ROTTING VEGETABLES - (IRS, 1980) Germs - THE COMPLETE ANTHOLOGY - (Slash, 1993) Green Day - DOOKIE - (Reprise, 1994) Richard Hell - BLANK GENERATION - (Sire, 1977) New Bomb Turks - DESTROY OH BOY! - (Crypt, 1993) Offspring - IXNAY ON THE HOMBRE - (Columbia, 1997) Ramones - RAMONES - (Sire, 1976) Ramones - LEAVE HOME - (Sire, 1977) Rancid - LIFE WON'T WAIT - (Epitaph, 1998) Sex Pistols - NEVER MIND THE BOLLOCKS, HERE'S THE SEX PISTOLS (Virgin, 1977) | | |
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BACINI E ROCK'N ROLL A TUTTI!!!!!!! ... BUONE FESTE!!! |  |
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